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Valerio Del Ponte



Apr 20th, 2005 - 8:31 PM
L'H.M.ARONA E' GIA RETROCESSA

L’H.M.ARONA E’ GIA RETROCESSA

La matematica cinica e perversa, non perdona. L’Arona da domenica scorsa, dopo la gara persa contro la Sunese, per 3 a 0, si trova con anima e corpo in Promozione.
Retrocessione annunciata sin da questa estate, dopo una campagna acquisti assurda, votata al risparmio più totale, dove a prestar fede a alla squadra (o a far finta di crederci) c’erano soltanto i due soli ed unici artefici di questa vergognosa debacle: l’avventuriero, signor Aldo Riccobene ed il suo infido consigliere, Giampaolo Montesano, defilatosi quest’ultimo ai primi scricchiolii della navicella giallo azzurra. Due anni di gestione Riccobene a dir poco rovinosi, partendo dalla stagione scorsa, quando fingendosi magnanimo e prodigo, compra 8 calciatori dello Sparta Barengo, mister compreso, squadra vincente del campionato appena finito. Tutti euforici ad applaudire questo generosissimo presidente, che ben presto e per motivi ancora non molto chiari, lascia improvvisamente baracca e burattini nel bel mezzo del torneo, costringendo gli elogiabili giocatori dell’Arona a disputare il girone di ritorno senza stipendio, per poi riapparire a campionato concluso, pentito e mortificato, ma ricco di buoni propositi. Ovviamente i pochi dirigenti che lo avevano affiancato nella sua prima avventura sul lago Maggiore (tutti aronesi doc, tra cui Bruno Rossi, ex calciatore, ex allenatore, ex presidente, ex di tutto…) danno forfait, se ne vanno anche tutti i giocatori di un certo nome (Ragazzoni, Bortoletto, Chiarpotto, etc. etc….), che giustamente non hanno perdonato a Riccobene la faccenda ignobile dello stipendio non pagato, in seguito saranno Riccobene e Montesano a mandare via un poco alla volta, i giocatori giovani rimasti, nati ad Arona o nella zona, calciatori con diverse presenze nei campionati passati: Masotto (silurato, ripreso e successivamente scaricato), Didò (il fiore all’occhiello del vivaio giallo azzurro), Marchesini e Tamilia (due giovani dal futuro promettente). Arriva un esercito di giocatori sconosciuti dalla vicina Lombardia; la presenza di un ex validissimo come Frattini e di un giocatore di classe sopraffina come Casiraghi, stempera un po’ le perplessità della vigilia, ma una volta sul campo l’intera squadra stenta a dare all’ignaro spettatore le garanzie per un discreto campionato. Incomincia l’esodo degli spettatori delusi, alla ricerca di pomeriggi domenicali meno sbiaditi; incominciano le batoste, le girandole di nuovi calciatori, tutti però muniti dallo stesso spessore qualitativo, le girandole dei portieri (4 in una stagione), le girandole degli allenatori….le fughe di qualche dirigente, e l’arrivo di un dirigente che visto il suo passato era meglio che restava dov’era (Gambino).
Oggi, Aldo Riccobene ci consegna una società calcistica a pezzi; il bel giocattolo che l’ex presidente Pippo Resta aveva costruito, è in questo momento un pezzo di ferro accartocciato. Soltanto tre anni fa, l’Arona arrivò seconda nel campionato di Eccellenza, dietro alla corazzata Cossatese, vinse la coppa Piemonte, si qualificò nella semifinale di coppa Italia, in quello che rimane il suo miglior campionato, dopo la grande esperienza degli anni settanta, tra serie D e C/2. Sembrava che la gestione Resta volesse riportare quelle irripetibili stagioni, sulle rive del lago Maggiore; era palpabile nell’aria il profumo di certe indimenticabili gare, le atmosfere di certe partite. Purtroppo le sirene tentatrici di Novara, convinsero Pippo Resta a cercare fama e gloria altrove, in un campionato professionistico, davanti ad un pubblico vasto e competente (che magari t’insulta e ti contesta ad ogni gara andata male…contento lui!) affidando il suo bel giocattolo ad una persona incompetente, senza scrupoli, arrivato ad Arona per ben altri motivi. Attualmente il futuro dell’Arona è un grosso punto interrogativo, la probabile partenza di Riccobene e la mancanza all’orizzonte di nuovi padroni, lasciano intuire ad un crollo senza precedenti per la gloriosa società aronese.
Non capisco però, perché, durante questi due campionati disastrosi della gestione Riccobene, non c’è stato un giornalista della stampa locale che si sia permesso di fare una sola critica alle malefatte del presidente aronese; non mi sembra giusto che le uniche critiche che ho letto siano andate a discapito solamente agli sfortunati ragazzi che andavano in campo.
Evidentemente siamo rimasti in pochi ad amare veramente questa gloriosa società.
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